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CAMPIONATI REGIONALI  FIWUK-LAZIO 2010

 Ancora un grande successo !

 

 

Il giorno 10 aprile 2010 si sono svolti a Riano, presso il Riano Sporting Center, i Campionati Regionali Lazio-Umbria della Fiwuk, Federazione Italiana Wushu-Kung Fu del C.O.N.I. 

 

Nella sezione Taolu Stili Interni, le nostre squadre di Taiji Quan si sono confermate ancora una volta, sia come risultati che come partecipazione, come le più competitive del Lazio.

 

Della Gymseng nella categoria Over la nostra Alessandra Marcigliano vince l’oro sia nella specialità 24 pugno che nella 32 spada eguagliata nella sezione maschile da Giorgio Silvestri, oro nelle stesse specialità. Ancora Alessandro Iavarone vince nella forma interstile 32 pugno e ottiene l’argento nella 32 spada, mentre il nostro giovanissimo Alessandro Barilà vince l’oro nella 24 pugno categoria juniores.A completamento del successo, sempre negli Over, Salvatore Miele vince l’argento nella 24 pugno e Marinda Pagliarulo il bronzo nella 24 femminile. Ottimi piazzamenti anche per Federica Frignani, Letizia D’Ottavi , Marina Santoro e Alessandro Maraschi.

 

   Per la squadra Otzuka Emma Pilleroni vince l'oro nella 24 pugno categoria senior, Daniela Palmieri l'argento nella 24 pugno Over e Daniele Dickmann il bronzo nella 24 pugno maschile Over.
  Grande lavoro per la poule arbitrale con i nostri Luigi Piazza e Nazzareno De Cave, impegnati a giudicare in una gara complessa e molto articolata che si è protratta dalle 9 della mattina alle 19 della sera.

 

Fortunatamente la fatica è stata alleviata da una perfetta organizzazione del servizio ristoro coordinato dalle nostre mitiche superPiera Azzini e Lauretta Cingarlini.

 

 

 

Un grazie a tutti e complimenti !

 

 

 

 


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Campionati Italiani Taiji FIWUK 2009

La squadra di TAIJI QUAN dell’a.s.d.GYMSENG

con 4 Ori e 5 Argenti si laurea

Società vice-Campione d’Italia.

 Nella cornice della splendida Lavagna, nel golfo del Tigullio, si sono svolti il 1 maggio 2009 i Campionati Italiani di TaijiQuan e Stili Interni della F.I.Wu.K., Federazione Italiana Wushu Kung Fu-CONI , riservati agli atleti qualificatisi nei vari campionati regionali di categoria.
  La competizione si è articolata in 60 esibizioni nelle forme base ed intermedie, 42 nelle forme codificate e 9 negli stili dimostrativi. Alla fine i nostri atleti della GYMSENG hanno ottenuto ben 4 medaglie d’oro e 5 medaglie d'argento.


MEDAGLIERE

Forme base :

Alessandro Barilà :       cl. F 24 cat.Juniores
Alessandro Iavarone :  cl. F 24 e cl. Spada 32 cat.Senior
Giorgio Silvestri :          cl. F 24 cat. Over45
Gianluca Pellegrini :      cl. Spada 32 e cl. F 24 cat. Senior
Piera Azzini :                cl. F24 cat. Over45
Nazzareno De Cave :    cl. Spada 32 cat. Over45

Forme intermedie
Nazzareno De Cave :   cl. F 32 MN cat. Over 45

Classifica a squadre
ASD Gymseng :      classificata 


  Il brillante piazzamento della GYMSENG, di cui facevano parte anche Giovanna Jorio ed Alessandra Marcigliano, nella classifica a squadre dietro alla fortissima CSDO di Lavagna, è stato poi impreziosito dal premio speciale per l’atleta che ha dimostrato maggior fair play, assegnato dai giudici alla nostra Piera Azzini che ha conquistato tutti con la sua eccezionale umanità.
  Complimenti a tutti !


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La Divina Taijedia
 

Comoedia in tre Canti

Di

Pedante Alighieri


Introduzione

Stupìte vedo genti cercare di fuggire,

ma non prendete cura: non c’è niente a patire.

Questa è la rappresentazione, intera in vostro onore,

detta Divina Taijedia per rallegrar vostro cuore.

Da Pedante Alighieri essa fu per voi vergata

e dai Bozzolini tutti tosto qui recitata.

Tre Canti di Poéma Epico in grande stile:

son circa sette ore: prego, niente attacchi di bile.

Vedremo qui il Cantore, il Coro e le Velone,

ed altre triste genti che non sto qui a dire

narrarvi le vicende di gente Bozzolona

e che mi sia concesso, anche del suo sire.

Ma non ci dilunghiam in questa introduzione:

presto, della Divina Taijedia sia rappresentazione.

 

Canto Primo – L’Inferno

 

Nel mezzo (più o meno) del cammin di nostra vita,

ci ritrovammo in una selva oscura, ‘che la diritta via era smarrita.

Tristo periglio era, pei più e più malanni:

còlli straziati, femori distrutti, ginocchia rotte e tanti altri bei dànni,

così che ciascun fesso stava alla salute.

‘Sì che, ragionar di cotanta sventura fu certo d’uopo

al fine di distoglier la paura di divenir nel tempo come canòpo.

E fu così che lo neuron di destra posesi in viaggio

per petir consenso all’altro, e anche coraggio.

Dall’epico consesso venne luce, pria pochina

e tosto in grandi fiate,

e a quel baglior dissòlsesi tenèbre, e le porte del futuro fur svelate.

Posesi in moto i corpaccion dolenti e fu così che giunsero distrutti

alla segreteria della Gymsenghe tutti

a pietir di diventar taijienti.

Danilon Dimonio, con gli occhi di bragia,

triste al racconto delle tremende sventure,

gli occhi lucenti di pianto dirotto,

ed a pietà sommosso per quelle creature,

tuonò dall’alto della barca sua:

“Madonna Manuela, statevi all’erta

e date a ognun consenso qui a salpare,

posto che ne sieno baiocchi trenta,

soldi trentotto, e centesimi pure”.

E fu così che, rimesso il guiderdone,

le animelle nostre ascesero il traghetto,

quinci calòssi in loro grande sonno,

e stetter tutte come l’uom che dorme.

 

 

CORO: Finché la barca va, lasciala andare.

            Finché la barca va, tu non remare.

            Finché la barca va, stai a guardare

            Perché se muovi un braccio l’Uomo Ombra arriverà,

            senza che te ne accorgi la virtù ti prenderà.

 

 

Canto Secondo – Il Purgatorio

 

Nel tenuo ancòr brillar di vigorose stelle

levòssi il cerchio azzurro che le saluta ardìto

nella porzion del dì che solleva animelle

e stemmo tutti come l’uomo di stupor stupìto.

CORO: Oooooooooohhhhhhhhhh.

Restava appresso a noi un condottier gentile;

la fronte egli avea cinta di mirto e anche d’alloro;

la figura era chiara, d’aspetto assai virìle:

“Virgilion Nazzareno!” noi l’appellammo in coro.

Ei vòlse a noi la fronte in segno di saluto

quinci scrutò con cura l’animelle a tòcchi.

Tosto le mani portossi al vòlto con dolore acùto

quasi visione avesse di luce che n’offendesse l’occhi.

“Già chiaro e vigoroso fu ‘l mio petìre”

(diss’egli con voce che quasi era silente)

“allo Signor che ne traghetta l’ire,

che l’animelle almeno fossero valente,

ma lo manipolo di corpaccion ch’io mire,

è mio cordoglio che non ne tragga niente!”.

Codesto cogitar del nostro sìre, ròtti nello stupòr del caso,

precipitò nel gelo nostre mìre, e l’animo di noi ne fu pervaso.

L’Empìreo Cielo e quelle stelle tutte

che fan contorno a moltitudini celesti

spinsero il cor del signor nostro a dire:

“Fatti non foste a viver come bruti,

ma d’immortal virtute e conoscenza;

provando voi taijisti a divenìre

io vo: e se no, pazienza!”

 

 

 

CORO: Se sei buono, ti tirano le pietre.

            Sei cattivo, e ti tirano le pietre.

            Qualunque cosa fai, specie se Gru sarai,

            tu l’Uomo Ombra a terga troverai.

 

Canto Terzo – Il Paradiso

 

L’ardòr di carro astral già di luce donando                       

stàvasi nel mezzo al Ciel d’indaco sotteso

quando l’animelle nostre, poco movendo,

furono sì come l’uom che sta in attesa.

Pazienza inver del nostro sire affranta

mutato avea il pavido nostro destino

‘sì che la dolenzia dell’ossa, che fu tanta,

tosto divenne solo lontan ricordino.

Anzi, ch’egli ritenne fosse ragione

compèter tutti noi in epica tenzòne

lo nome nostro, del Gruppo Bozzolone,

ascritto al bando del Regional pugnare fue.

E invero lo congegno dié ragione

al Nazzaren di cui stiamo narrando

perché fu d’ori e d’onor tal guarnigione

che ancora oggi se ne va parlando.

A tal sorpresa il sire nostro non stette

a meditar per tali e tante fiate,

e a Nazional tenzone presto rimette

manipolòn di nostre anime beate.

Et anche in tal pugnar i Bozzoli tutti

còlsero d’onore e gloria cotanta fama

che il signor nostro ritien per altri flutti

si possa proseguir con Mondial trama.

Noi che animelle tristi di rotte ossa fummo

nel mentre, ben silenti rimaniamo

perché, se da dolenti e un po’ distrutti,

qui oggi siam dove pur siamo

noi ci diciam: “Coi sogni nostri tutti,

doman, insomma, dov’è che noi saremo?”

 

CORO: Quarantaquattro gatti, in fila per sei col resto di due

            fuggirono coi matti, in fila per sei col resto di due.

            Le code allineate, in fila per sei col resto di due,

            la Gru bene impostata,ma l’Uomo Ombra qui conta per due.

 

Epilogo

 

Quivi finisce per il momento gloriosa storia dei Bozzolini,

e la memoria di loro gesta sia bell’esempio per quanti, taijini

s’apprestano trepidi a diventare, niente sapendo che stanno per fare.

Loro non sanno che ori ed argenti, trombe di gloria ed epici armenti

valgono nulla se non son sorretti da grandi amicizie, da fulgidi affetti.

Questo ci narra la nostra esperienza, ed alla luce della gran pazienza

di Nazzareno, Amico Caro, primo a sapere che questo è lo vero,

dei Bozzolini la storia continua e non finirà, no di certo, in cantina.

Primo dei Bozzoli, noi lo affermiamo, e concedetemi: un poco Caimano

anch’egli, Amico tra codesti Amici, certo ha donato dei bei sacrifici.

Questo sappiamo, ne siamo certi, e noi speriamo ne sia ripagato

anche se poco, anche se in parte, dalla passion che ci ha tramandato.

Or che le luci si spengono in parte, ed il sipario si cala solerte,

Donna Alessandra si appressi all’Amico, quinci gli rechi qual dono pudico

piccolo segno del nostro amore, ma grande pegno del nostro cuore.


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